<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' version='2.0'><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-32337202</atom:id><lastBuildDate>Sat, 28 Nov 2009 14:31:17 +0000</lastBuildDate><title>the vicious cabaret</title><description>There's thrills and chills and girls galore, sing-songs and surprises
There's something here for everyone, 
(reserve your seat today!)</description><link>http://one-more-vision.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (innuendo)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>36</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-32337202.post-6792900064773796170</guid><pubDate>Sun, 04 Mar 2007 13:09:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-03-04T14:11:37.658+01:00</atom:updated><title>3 marzo 2007: guarda che luna....</title><description>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_rhyqyevFmM0/RerFYPQChSI/AAAAAAAAAAU/bal_eF-BpUE/s1600-h/eclisse.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5038056153368659234" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_rhyqyevFmM0/RerFYPQChSI/AAAAAAAAAAU/bal_eF-BpUE/s320/eclisse.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32337202-6792900064773796170?l=one-more-vision.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://one-more-vision.blogspot.com/2007/03/3-marzo-2007-guarda-che-luna.html</link><author>noreply@blogger.com (innuendo)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_rhyqyevFmM0/RerFYPQChSI/AAAAAAAAAAU/bal_eF-BpUE/s72-c/eclisse.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-32337202.post-6546461232568580778</guid><pubDate>Sun, 04 Mar 2007 13:08:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-03-04T14:09:50.394+01:00</atom:updated><title>senza parole</title><description>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_rhyqyevFmM0/RerFBPQChRI/AAAAAAAAAAM/MzY714QNdY0/s1600-h/Lavoro.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5038055758231667986" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_rhyqyevFmM0/RerFBPQChRI/AAAAAAAAAAM/MzY714QNdY0/s320/Lavoro.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32337202-6546461232568580778?l=one-more-vision.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://one-more-vision.blogspot.com/2007/03/senza-parole.html</link><author>noreply@blogger.com (innuendo)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_rhyqyevFmM0/RerFBPQChRI/AAAAAAAAAAM/MzY714QNdY0/s72-c/Lavoro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-32337202.post-1782542285170388749</guid><pubDate>Sun, 18 Feb 2007 14:49:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-02-18T17:11:03.324+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>cronache dal surreale</category><title>ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti è puramente casuale</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Rientro dopo mesi di assenza nel mio caro blog per parlare di un telefilm che mi ha inchiodata allo schermo fino ad ora, si chiamava &lt;span style="color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;L'onda del bene e del male&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; (&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;the wave&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;)...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Durato quattro mesi e poi bruscamente interrotto (l'attore principale si è buttato su un nuovo progetto cinematografico, così dice il gossip, ma si parla anche di scarsi ascolti) mi ha tenuto incollata allo schermo per tutti questi mesi impedendomi di fare altro...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;La storia è presto detta:nel futuro prossimo venturo un giovane di belle speranze viene ingaggiato da una banda di cacciatori di taglie come responsabile di un nuovo super computer destinato a rivoluzionare il mondo dei cacciatori di taglie, creato dal capo della banda...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;in realtà tale super computer non esiste e il giovane protagonista dovrà trovare il modo di far funzionare l'astronave sulla quale viaggiano con tecniche di sopravvivenza alla McGyver, osteggiato dal comandante in seconda la cui considerazione verso il protagonista varia da "&lt;em&gt;minimum&lt;/em&gt;" (così vengono definiti gli appartenenti alla più bassa classe sociale, relegati a fare i lavori più umili) a spia dei concorrenti....&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;in realtà (colpo di scena) anche questa squadra è composta da ricercati ....&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;composto da un cast di emergenti, nel quale spiccano diversi personaggi interessanti, come il droide incaricato di vigilare sull'operato del protagonista, la serie oscilla tra il comedy e il dark, come nella scena in cui il protagonista viene sottoposto ad un processo farsa per insubordinazione (il tono è kafkiano) dopo essere stato messo dai capi stessi in quarantena per evitare di contagiare l'equipaggio con un virus preso dando la caccia all'ultimo evaso&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;qui la serie si interrompe...volete sapere come va a finire?anch'io....&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32337202-1782542285170388749?l=one-more-vision.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://one-more-vision.blogspot.com/2007/02/ogni-riferimento-fatti-o-persone.html</link><author>noreply@blogger.com (innuendo)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>4</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-32337202.post-116319056622146884</guid><pubDate>Fri, 10 Nov 2006 20:22:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-11-10T21:29:26.240+01:00</atom:updated><title>fantasmi di carne (Ferro3)</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;doppio avviso ai lettori: il post contiene informazioni dettagliate sul film e l'autrice non conosce altre opere dell'autore pertanto si scusa di eventuali concetti ovvi, ma tralasciati o totalmente al di fuori della concezione artistica del regista&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;Un volantino per terra, due volantini per terra... il terzo è rimasto appeso alla porta. Ecco che il giovane motociclista, che porta con sé ancora un altro plico di volantini strappa quel pezzo di carta, forza la serratura ed entra nell'appartamento. &lt;a href="http://www.imdb.com/title/tt0423866/"&gt;Ferro3&lt;/a&gt; di &lt;a href="http://www.imdb.com/name/nm1104118/"&gt;Kim Ki-duk&lt;/a&gt; mette silenziosamente in scena una storia d'amore dove realtà e illusione si avvolgono dolcemente tra loro.Senza cadere nel banale, il numero 3 travalica e dilata i confini del triangolo amoroso per diventare esperienza di vita onirica e poetica.Tae-Suk è, a tutti gli effetti, il "terzo incomodo": approfittando dell'assenza dei proprietari entra nelle loro case e le vive; lava i loro indumenti, ripara quello che non funziona più ed infine si fotografa con loro, o meglio con le loro fotografie, come un qualunque ospite in visita.Eppure queste sue intrusioni/incursioni non sono senza conseguenza. Tae-Suk non è una presenza innocua, non è un fantasma. Agisce, ama, ma può anche ferire. Gli effetti delle sue visite si vedono già nel primo appartamento: Tae-Suk aggiusta una pistola giocattolo che il figlioletto dei proprietari rivolgerà contro sua madre ferendola inconsapevolmente.Poi incontra Sun-Hwa. Moglie silenziosa di un marito violento, non reagisce come chiunque altro farebbe di fronte ad un estraneo in casa, ma agisce come il giovane intruso: lo osserva fino a che un terzo personaggio, questa volta il marito, non richiama l'attenzione su di lei.I due giovani si uniscono, non prima di aver cercato di eliminare l'uomo, ormai terzo incomodo, dal loro sistema (con una mazza da golf, il ferro n°3, quello che viene usato più raramente in quell’attività).Ma appropriandosi delle familiarità altrui vengono scoperti: Tae-Suk subisce la vendetta del marito tradito e finisce in carcere. Qui il film, già con pochissimi dialoghi, diventa ancora più silente, addentrandosi nello strano comportamento del giovane. Che cosa fa? Semplicemente si allena a diventare un fantasma, anzi un ombra. Incurante delle botte e degli insulti si addestra a diventare invisibile, a nascondersi alle spalle delle persone e divenire loro stesse.Così, una volta terminata la prigionia, egli dapprima ripercorre i luoghi che lo hanno condotto al carcere (la casa dove ha passato la notte tra le braccia di Sun-Hwa, il pugile che lo ha picchiato, il poliziotto corrotto) ed infine torna dall'amata. E qui, nella casa della giovane, dove lo spettatore si attende forse il consumarsi della vendetta contro il marito violento, si assiste al completo assorbimento di Tae-Suk nella coppia. Egli diventa l'ombra del legittimo sposo al punto che Sae-Hwa può dichiarare il suo amore per il giovane guardando in faccia il consorte, che nemmeno si accorge della presenza estranea (il numero tre) felice della rinnovata serenità della moglie. Solo lei può vederlo, solo lei può percepire l'esistenza di questo ectoplasma in carne e ossa e godere finalmente della felicità nella stessa casa che fino a quel momento era stata soltanto una trappola.Diverse le sequenze da tenere a mente: la giovane in auto ferita dalla pallina da golf, la sepoltura del vecchio sconosciuto e naturalmente il bacio finale dei due, in quell'abbraccio che avvolge e allo stesso tempo isola ed espelle il marito.Film poetico, ma non dimentico della trama, Ferro3 resta uno di quei film capaci di far sognare e di sognare, nel senso più sconvolgente del termine.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32337202-116319056622146884?l=one-more-vision.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://one-more-vision.blogspot.com/2006/11/fantasmi-di-carne-ferro3.html</link><author>noreply@blogger.com (innuendo)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-32337202.post-116238794930921079</guid><pubDate>Wed, 01 Nov 2006 13:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-11-01T14:37:57.416+01:00</atom:updated><title>questione di gender (Transamerica)</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;Ad una settimana dall'operazione chirurgica che sancirà definitivamente il suo essere "donna" Bree (&lt;a href="http://www.imdb.com/name/nm0005031/"&gt;Felicity Huffman&lt;/a&gt;) scopre di avere un figlio, Toby, frutto di una relazione eterosessuale (&lt;em&gt;lesbica&lt;/em&gt; secondo i suoi parametri) avuta anni prima. Il ragazzo è in galera, si prostituisce per vivere e raccimolare abbastanza soldi per andare in California e realizzare il suo sogno: diventare un attore porno. Prima di potersi sottoporre all'agognata operazione Bree dovrà fare i conti con il suo IO passato....&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.imdb.com/title/tt0407265/"&gt;Transamerica&lt;/a&gt; di &lt;a href="http://www.imdb.com/name/nm1053371/"&gt;Duncan Tucker &lt;/a&gt;è un insolito road movie.&lt;br /&gt;Una donna interpreta un uomo che vuole essere una donna e un ragazzo che esercita quel mestiere che nella maggior parte dei film è prerogativa delle donne (l'unica eccezione che mi viene in mente è &lt;a href="http://www.imdb.com/title/tt0102494/"&gt;Belli e dannati &lt;/a&gt;di &lt;a href="http://www.imdb.com/name/nm0001814/"&gt;Gus Van Sant&lt;/a&gt;)...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;Un viaggio alla scoperta di se stessi e delle proprie radici, un tentativo di accettarsi nel bene e nel male (per Bree avere a che fare col proprio figlio significa non cancellare il suo passato maschile) senza per il momento indagare nel macro tema delle relazioni sociali....accettare se stessi per farsi accettare ....uscire dal cliché della "checca isterica" ed elaborare il significato della parola "normale"...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;Film forse non per tutti, ma consigliato a tutti. Niente lezioni, niente morale, solo un po' di s&lt;em&gt;(tr)&lt;/em&gt;ana vita di tutti i giorni....&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Non posso fare a meno di chiedermi quale volontà spinga una persona (uomo o donna) a modificare, plasmare così il suo corpo. Mi chiedo quale gabbia possa essere questo involucro fatto di carne e sangue perché si decida di cambiarlo...cosa voglia dire guardarsi allo specchio, sentirsi donna e vedere un uomo (e viceversa), accettare di soffrire, di sottoporsi a quel mix di trattamenti estetici, pillole, operazioni dolorosenon per cambiare, forse, ma per tornare a essere quello che si è davvero...&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32337202-116238794930921079?l=one-more-vision.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://one-more-vision.blogspot.com/2006/11/questione-di-gender-transamerica.html</link><author>noreply@blogger.com (innuendo)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-32337202.post-116100506372458832</guid><pubDate>Mon, 16 Oct 2006 13:18:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-10-17T20:41:53.976+02:00</atom:updated><title>messaggio importante</title><description>&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;Secondo l'art. 32 del decreto legge n° 262 dallo scorso 3 ottobre non è più possibile riportare il testo di un qualsiasi articolo tratto da siti o giornali, pur citandone la fonte. Per poterlo fare occorre pagare un compenso all'editore, pena sanzioni. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;Ho firmato l'appello della campagna &lt;strong&gt;&lt;a href="http://db.peacelink.org/campagne/person.php?id=20"&gt;NO alla tassa sulle rassegne stampa&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;,&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;che chiede al governo il ritiro del decreto legge. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://db.peacelink.org/campagne/person.php?id=20"&gt;&lt;em&gt;Firmiamo&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; in tanti...&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32337202-116100506372458832?l=one-more-vision.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://one-more-vision.blogspot.com/2006/10/messaggio-importante.html</link><author>noreply@blogger.com (innuendo)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-32337202.post-116100356497513907</guid><pubDate>Mon, 16 Oct 2006 12:58:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-10-17T20:26:27.676+02:00</atom:updated><title>Nascita di un guru</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;em&gt;Lasciato dalla fidanzata &lt;strong&gt;Kazuo&lt;/strong&gt; entra a far parte di una setta fino a diventarne il nuovo guru.&lt;/em&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;Strano racconto, quello di &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.imdb.com/name/nm0001429/"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;Takeshi Kitano&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;. La storia di questo sperduto ragazzo che inconsapevolmente diventa membro di un nuovo credo che venera un non precisato dio e che vede nei miracoli truccati qualcosa di assolutamente necessario per guadagnare proseliti lascia perplessi e divertiti. Kazuo si avvicina a questo mondo quasi per caso, per un colpo di testa e ne diventa il portavoce più autorevole (ma senza potere decisionale) rimanendo invischiato in una serie di illegalità che qualunque altro scrittore avrebbe denunciato.&lt;br /&gt;Tempo fa lessi &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Underground. Racconto a più voci dell'attentato alla metropolitana di Tokyo&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; di &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.randomhouse.com/features/murakami/site.php?id="&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;Murakami Haruki&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;. Il testo raccoglie le testimonianze di alcuni dei sopravvissuti all'attentato del 20 marzo 1995, quando una setta religiosa di Aum intossicò con il sarin le migliaia di pendolari che ogni giorno affollano i treni. Un'opera drammatica e vera.&lt;br /&gt;Il testo di Kitano invece si sviluppa su tutt'altra linea, forse. Non è satira, non è denuncia, è forse uno sguardo disincantato e distratto (come il suo protagonista) su come le parole e la fede possano diventare arma, salvezza o fonte di reddito.&lt;br /&gt;Protagonista nell'ombra è infatti &lt;strong&gt;Shiba&lt;/strong&gt;, donnaiolo, ubriacone e violento, in realtà il vero ideatore della setta; colui che ne ha plasmato le regole (e prontamente le infrange) e ha creato il "guru". Come? Scoprendo che ogni setta, ogni religione più o meno grande, copia o fa riferimento ad un'altra, in una specie di macro ipertesto religioso. Eppure anche Shiba, nella sua perdizione, è alla ricerca di dio, della prova della sua esistenza, o meglio di un'ombra della sua esistenza. Egli, sembra spiegare, ma considerato il personaggio non ne sarei tanto sicura, ha peccato nell'attesa di una manifestazione di un castigo divino, prova intrinseca della sua presenza e quando finalmente questa punizione (ricercata) arriva, essa non sarà certo un motivo per fermare la sua folle vita.&lt;br /&gt;Così, tra false guarigioni, yakuza, violenti e veri credenti (o creduloni) il libro scorre lasciandoci travolti, in balia di eventi che non possiamo controllare o capire, un po' come Kazuo, forse destinato a fare grandi cose, o forse soltanto un'altra pedina in un gioco più grande di lui.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32337202-116100356497513907?l=one-more-vision.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://one-more-vision.blogspot.com/2006/10/nascita-di-un-guru.html</link><author>noreply@blogger.com (innuendo)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-32337202.post-116084358358174799</guid><pubDate>Sat, 14 Oct 2006 16:22:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-11-01T13:59:56.423+01:00</atom:updated><title>Il Diavolo veste Prada</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;Premesso che:&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;1) &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.imdb.com/name/nm0000658/"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Meryl Streep &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;è meravigliosa;&lt;br /&gt;2) La questione delle trasposizioni da libro a film è vecchia quanto quella dell’uovo e della gallina (ed ancora senza soluzione);&lt;br /&gt;permettete un paio di considerazioni sulla &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.imdb.com/title/tt0458352/"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;pellicola&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt; di &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.imdb.com/name/nm0291205/"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;David Frankel &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;da parte di chi ha letto e apprezzato il testo di Lauren Weisberger .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il romanzo &lt;/span&gt;&lt;a href="http://one-more-vision.blogspot.com/2006/09/diavoli-griffati-vol-2.html"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Il diavolo veste Prada&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt; è un gradevolissimo racconto su una giovane che entra a far parte di un mondo che non le appartiene (quello della moda) e dove ognuno è nemico dell’altro (come in gran parte dei posti di lavoro dove vale il detto &lt;em&gt;mors tua vita mea&lt;/em&gt;).&lt;br /&gt;La versione cinematografica è una leggerissima commedia dove, a dire la verità, il sarcastico realismo “griffato” con i quali si trattavano i rapporti di lavoro è stato “dolcificato” a favore di un divertito viaggio nell’universo della moda. Senza addentrarsi troppo nelle differenze tra libro e film, il confronto tra la Miranda cartacea e quella in pellicola va decisamente a favore della prima. Non tanto per la recitazione dell’attrice (a mio dire spettacolare nel ruolo, perfetta dal capello alla scarpa), ma piuttosto per una questione di sceneggiatura.&lt;br /&gt;Nel film Miranda, il temutissimo boss, diventa inspiegabilmente un essere umano. Certo, ancora da biasimare, ma con alcuni seppur piccoli tratti che potrebbero rendercela più umana, quando in realtà tutto quello che noi assistenti, stagisti, neoassunti, vorremmo, è vedere finalmente sullo schermo la sintesi di tutto quello che un capo non dovrebbe mai essere per poter poi dire agli amici che non ci credono: &lt;em&gt;vedi, con questa gente io ho (&lt;/em&gt;oppure, per i più fortunati,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;em&gt; ho avuto) a che fare!&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;La Miranda della Weisberger è un concentrato di cattiveria, cinismo e assoluta mancanza di rispetto nei confronti degli altri, forse perché sempre vista dall’esterno, dal basso verso l’alto: il punto di vista della protagonista nella quale prima o poi tutti si trovano a riconoscersi. Miranda/Meryl Streep (o meglio quella dello &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.imdb.com/name/nm0112459/"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;sceneggiatore&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt; del film), mostra fievoli, ma irritanti sprazzi di debolezza (si fa vedere con gli occhi rossi e in vestaglia dalla sua assistente, sorride?!?!) che obbligano in qualche modo a diventare indulgenti (o almeno a pensare di diventarlo) nei suoi confronti. Tutto ciò a discapito del film, che perde tono, restando si scorrevole e divertente, ma smarrendo in qualche modo quell’aura di paradossale veridicità che altri film, come la pasticciona protagonista de &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.imdb.com/title/tt0243155/"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Il diario di Bridget Jones&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt; avevano.&lt;br /&gt;Come già accennato, il film si traduce in realtà in un divertente viaggio all’interno della moda e rimane un’occasione mancata per descrivere le trappole di tale ambiente. Sembra che, di fronte all’ultimo moto di ribellione della protagonista (che nel libro rivolgeva un liberatorio “fuck you” al boss), prevalga la necessità di giustificare o far comprendere i meccanismi di tale ambiente e personalità. Forse, ma è una mia ipotesi, tutto ciò è dovuto all’inevitabile esigenza di non pestare i griffatissimi piedi delle case di moda o della moda in generale che al film hanno naturalmente contribuito. A mio giudizio nel rapporto accusa/ attentuanti a tale universo sono le seconde a prevalere: si pensi alla tirata di Miranda sulla genesi del colore ceruleo per i maglioni o alle parole di Nigel (&lt;em&gt;chapeau&lt;/em&gt; naturalmente a &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.imdb.com/name/nm0001804/"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Stanley Tucci&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;) sul perché Miranda sia un buon capo…&lt;br /&gt;Nella sua demenzialità &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.imdb.com/title/tt0196229/"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Zoolander&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt; aveva fatto di meglio…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad ogni modo, resta un film piacevole, divertente, una buona commedia e soprattutto un’occasione per capire cos’è &lt;em&gt;in&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;out&lt;/em&gt; nel nostro guardaroba (!), indicazioni per cui &lt;em&gt;&lt;strong&gt;milioni di ragazze morirebbero&lt;/strong&gt;….&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/7444/3532/1600/Meryl%20Streep.0.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32337202-116084358358174799?l=one-more-vision.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://one-more-vision.blogspot.com/2006/10/il-diavolo-veste-prada.html</link><author>noreply@blogger.com (innuendo)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-32337202.post-116074992897620146</guid><pubDate>Fri, 13 Oct 2006 14:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-10-13T16:32:08.996+02:00</atom:updated><title>dotto'</title><description>&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;un augurio speciale alla mia amica Vale che da ieri è Dottoressa in legge (104/110)...COMPLIMENTI!!!&lt;/span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32337202-116074992897620146?l=one-more-vision.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://one-more-vision.blogspot.com/2006/10/dotto.html</link><author>noreply@blogger.com (innuendo)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-32337202.post-116030069870485394</guid><pubDate>Sun, 08 Oct 2006 09:39:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-10-08T11:44:58.716+02:00</atom:updated><title>fiori maledetti</title><description>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Finito (anzi divorato) &lt;strong&gt;Dalia Nera&lt;/strong&gt;...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;a breve la mia riflessione sul libro (e magari anche del film....)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;propongo intanto un link: &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.bethshort.com/"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;http://www.bethshort.com/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;una annotazione dall'homepage: &lt;em&gt;poichè questo sito parla di fatti realmente accaduti, non è adatto a utenti di ogni età. In breve, questo sito tratta del brutale omicidio di una giovane donna. Entrando, si conferma di avere l'età adatta per vedere tale materiale. &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32337202-116030069870485394?l=one-more-vision.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://one-more-vision.blogspot.com/2006/10/fiori-maledetti.html</link><author>noreply@blogger.com (innuendo)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-32337202.post-115964169955809235</guid><pubDate>Sat, 30 Sep 2006 18:22:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-09-30T20:51:06.463+02:00</atom:updated><title>torbide letture</title><description>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/7444/3532/1600/dalia%20nera.3.jpg"&gt;&lt;img style="CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7444/3532/320/dalia%20nera.3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/7444/3532/1600/dalia%20nera.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Finalmente ho recuperato in biblioteca il romanzo di &lt;a href="http://www.modestyarbor.com/officialendorsement.html"&gt;James Ellroy&lt;/a&gt;, &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Dalia Nera&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Di Ellroy ho letto &lt;em&gt;L.A. Confidential&lt;/em&gt; (adorando sia il libro che la versione cinematografica), &lt;em&gt;American Tabloid&lt;/em&gt; (affascinante viaggio all'interno della cospirazione che ha cresciuto l'America degli anni '50), &lt;em&gt;Clandestino&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Sei Pezzi da Mille&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Corpi da Reato&lt;/em&gt; e il racconto &lt;em&gt;I ragazzi del coro&lt;/em&gt; all'interno della raccolta &lt;em&gt;Il lato oscuro&lt;/em&gt;. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Amo molto questo autore e spero di riuscire a finire il libro prima di andare a vedere il &lt;a href="http://www.imdb.com/title/tt0387877/"&gt;film&lt;/a&gt;, così da poterli gustare entrambi e farmi tutti i miei bei trip mentali da cinefila e bibliofila.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ora però scappo: sono appena a pagina 45, ho molta strada davanti a me...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/7444/3532/1600/dalia%20nera.2.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:78%;color:#3333ff;"&gt;&lt;em&gt;(ps: sono convinta che nella biblioteca della mia città ci sia una cospirazione contro di me perché è da più di sei mesi che qualcuno mi precede quando cerco un libro.....da questo si deduce la mia malsana passione per The X-Files).&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32337202-115964169955809235?l=one-more-vision.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://one-more-vision.blogspot.com/2006/09/torbide-letture.html</link><author>noreply@blogger.com (innuendo)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-32337202.post-115943260991347353</guid><pubDate>Thu, 28 Sep 2006 08:36:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-09-28T10:50:11.390+02:00</atom:updated><title>Desperate House...</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt; Tornavo a casa ieri sera da Milano (ebbene sì sono rientrata di diritto nel fantastico mondo dei pendolari) con un unico pensiero: House! Inteso sia come “finalmente torno a casa”, sia come finalmente mi vedo uno dei migliori telefilm prodotti ultimamente. (se poi contiamo che subito dopo House ci sarebbe stato Prison Break…una pacchia!)&lt;br /&gt;Dunque, ero pronta alle 9 per rilassarmi davanti alla tv…eppure, nonostante fossi contenta di vedere finalmente il mio medico televisivo preferito (in genere non sono contenta di vedere i medici) c’era qualcosa che non quadrava, una strana sensazione di disagio.&lt;br /&gt;Dopo una serie di fumettistici “mumble mumble” ho finalmente capito dove stava il problema: il &lt;b&gt;promo&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;Ebbene sì, Italia1, ma la tendenza è generale, è stata toccata dalla rivelazione Auditel che ha fatto scoprire come i telefilm stiano finalmente ritornando in auge con una folta schiera di appassionati telespettatori, una sorta di lenta rivincita sui reality e quant’altro. Everything is illuminated, direbbe Elijah Frodo Woods nell’omonimo film di Liev Schreiber. &lt;br /&gt;Italia1 ha pertanto pensato di mandare in onda un promo della serie sottolineando come “tutta la città ne parli”. &lt;br /&gt;Mi sembra un tantino ipocrita. &lt;br /&gt;Ora, che la televisione viva sugli ascolti non lo si mette in dubbio, nemmeno che possa fare quello che vuole con i palinsesti, ma per me, appassionata di telefilm e cinema (nonché come già detto in questo blog, videoregistratore addicted) questo è poco professionale. Vantarsi di uno show come fosse una propria creazione quando invece è stato solo acquistato e poi sparso per il palinsesto (House doveva andare in onda domenica poi è stato spostato a mercoledì) senza alcuna logica, non è semplicemente corretto. Già nel corso del Telefilm Festival di due anni fa erano molti gli addetti ai lavori a giudicare positivamente la serialità americana e il nascere di riviste dedicate al settore ne è un ulteriore prova.&lt;br /&gt;Eppure questo nuovo “orgoglio paterno” di Italia1 non credo salverà questo genere di prodotti televisivi (ma credo anche i film) dall’essere utilizzati come “tappabuchi strategici” in attesa del nuovo reality o show da combattere sul piano degli ascolti. Anzi, non mancheranno le accuse quando avranno la bella idea di mettere un telefilm, “sangue e violenza” (per così dire) in fascia protetta solo perché la protagonista è un’adolescente (sì, sto parlando di Buffy, senza esserne appassionata la storia della sua programmazione è emblematica)&lt;br /&gt;Pertanto, dopo questo sfogo, armiamoci ancora di pazienza e, cosa ancora più importante, di una scorta di vhs vuote.&lt;br /&gt;&lt;/div align="justify"&gt;&lt;/span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32337202-115943260991347353?l=one-more-vision.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://one-more-vision.blogspot.com/2006/09/desperate-house.html</link><author>noreply@blogger.com (innuendo)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-32337202.post-115903707615683825</guid><pubDate>Sat, 23 Sep 2006 18:24:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-09-23T20:44:36.173+02:00</atom:updated><title>Le radici dell'odio</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;In un palinsesto ormai devastato da reality (dei quali la sottoscritta non critica l'esistenza bensì là sovrabbondanza) si affaccia violento sul piccolo schermo grazie a La7 il film di Alan Parker &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.imdb.com/title/tt0095647/"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Mississippi Burning&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;em&gt;Nel 1964 due agenti dell'FBI vegono inviati in un paesino del Mississippi per indagare sulla scomparsa di tre attivisti dei diritti civili, due ragazzi bianchi ed uno di colore. La cittadina del sud è pervasa dall'odio razziale e il Ku Klux Klan è insediato in ogni livello del potere nemmeno tanto velatamente.&lt;/em&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Film forse datato, ma pericolosamente attuale nel suo illustrare come l'odio è in grado di permeare la mente e il cuore di una comunità e di come sia in grado di farlo liberamente, senza freni. A metà film circa la moglie del vicesceriffo, nata e vissuta in quella città così simile a tante altre, spiega che l'odio non è qualcosa con cui si cresce, un mantra ripetuto così tante volte da dover diventare per forza vero. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;In un tempo per noi ormai remoto persone come Hoover, Kennedy hanno vissuto e le loro azioni, le loro decisioni hanno avuto delle conseguenze che si pagano ancora oggi. Si chiamano giochi di potere e sono giochi che fanno male. Invece di parlare del film permettetemi di evocare un altro "fantasma", si chiamava Martin Luther King e nel 1963 (un anno prima rispetto all'ambientazione del film): ha detto un paio di cose:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Io ho davanti a me un sogno, che un giorno sulle rosse colline della Georgia i figli di coloro che un tempo furono schiavi e i figli di coloro che un tempo possedettero schiavi sapranno sedere insieme al tavolo della fratellanza.&lt;/em&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Io ho davanti a me un sogno, che un giorno perfino lo stato del Mississippi, uno stato colmo dell'arroganza dell'ingiustizia, colmo dell'arroganza dell'oppressione, si trasformerà in un'oasi di libertà e giustizia. &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Io ho davanti a me un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per le qualità del loro carattere. Ho davanti a me un sogno, oggi. [...]&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Con questa fede saremo in grado di strappare alla montagna della disperazione una pietra di speranza. Con questa fede saremo in grado di trasformare le stridenti discordie della nostra nazione in una bellissima sinfonia di fratellanza. &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Martin_Luther_King"&gt;Martin Luther King&lt;/a&gt;, 28 agosto 1963, Lincoln Memorial (Washington)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;font-size:100%;color:#000099;"&gt;&lt;strong&gt;Continuiamo a sognare....&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32337202-115903707615683825?l=one-more-vision.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://one-more-vision.blogspot.com/2006/09/le-radici-dellodio.html</link><author>noreply@blogger.com (innuendo)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-32337202.post-115901569835641730</guid><pubDate>Sat, 23 Sep 2006 12:46:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-09-23T14:48:18.366+02:00</atom:updated><title>intervallo</title><description>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/7444/3532/1600/CIMG0053.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7444/3532/320/CIMG0053.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;/span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32337202-115901569835641730?l=one-more-vision.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://one-more-vision.blogspot.com/2006/09/intervallo.html</link><author>noreply@blogger.com (innuendo)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-32337202.post-115823894426334239</guid><pubDate>Thu, 14 Sep 2006 12:57:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-09-14T15:02:24.263+02:00</atom:updated><title>deserto di celluloide</title><description>&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;vista la perdurante, assoluta assenza di film decenti in tv (al momento la voglia di andare in videoteca è scarsa), prendo spunto dal post precedente (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://one-more-vision.blogspot.com/2006/09/i-due-volti-della-giustizia.html"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;i due volti della giustizia&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;) per segnalare qualche titolo interessante!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;font-size:85%;"&gt;la spiegazione? seguite i link e capirete!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;trovate i titoli nella colonna "fotogrammi", sperando di scrivere qualcosa &lt;em&gt;asap&lt;/em&gt;!&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32337202-115823894426334239?l=one-more-vision.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://one-more-vision.blogspot.com/2006/09/deserto-di-celluloide.html</link><author>noreply@blogger.com (innuendo)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-32337202.post-115823650246189246</guid><pubDate>Thu, 14 Sep 2006 12:16:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-09-19T11:35:02.960+02:00</atom:updated><title>i due volti della giustizia</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;Sono tornati ultimamente in replica su La7 gli episodi di &lt;a href="http://www.nbc.com/Law_&amp;_Order/"&gt;Law &amp; Order-i due volti della giustizia&lt;/a&gt;. Dovremmo essere tra la settima e la ottava stagione, (quella, per intendersi, dei “fidanzati eccellenti”, ovvero con &lt;a href="http://www.imdb.com/name/nm0000973/"&gt;Benjamin Bratt&lt;/a&gt;/detective Curtis, ex di Julia Roberts e &lt;a href="http://www.imdb.com/name/nm0000508/"&gt;Carey Lowell&lt;/a&gt;/ assistente del vice procuratore Jamie Ross, moglie di Richard Gere).&lt;br /&gt;Law&amp;amp;Order è una di quelle serie che non stancano mai, dove una &lt;span style="color:#6600cc;"&gt;&lt;strong&gt;programmazione ballerina&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; (che intendiamoci, è da maledire sempre e comunque) reca il danno minore. Mi soffermo qui sulla serie originale, tralasciando i vari spin-off che si sono succeduti: &lt;a href="http://www.nbc.com/Law_&amp;_Order:_Special_Victims_Unit/"&gt;Special Victims Unit&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.nbc.com/Law_&amp;amp;_Order:_Criminal_Intent/"&gt;Criminal Intent &lt;/a&gt;(la serie che forse si discosta di più dallo schema base lasciando spazio all'estro del detective interpretato da &lt;a href="http://www.imdb.com/name/nm0000352/"&gt;Vincent D'Onofrio&lt;/a&gt;), fino a &lt;em&gt;Elevator Inspectors Unit&lt;/em&gt;, serie ambientata in un ascensore “ospitata” in un episodio dei Simpson (stagione 14 episodio 5, &lt;a href="http://www.thesimpsons.com/episode_guide/index.htm"&gt;Helter Shelter&lt;/a&gt;, “Una casa subito” in Italia).&lt;br /&gt;L'impostazione della serie è semplice: c'è un caso da risolvere, generalmente un delitto, seguito da una coppia di detective, che conduce solitamente ad un arresto. A questo punto avviene quello che si potrebbe definire il “passaggio di testimone”: il caso passa al vice procuratore distrettuale che si occupa di trattare il caso in tribunale. La serie, che ormai vanta 17 stagioni, ha visto passare diversi attori, come &lt;a href="http://www.imdb.com/name/nm0636562/"&gt;Chris Noth &lt;/a&gt;(diventato Big in Sex &amp; The City o &lt;a href="http://www.imdb.com/name/nm0005007/"&gt;Jill Hennessy &lt;/a&gt;ora star di Crossing Jordan), a dimostrazione del fatto di essere un telefilm che non si regge tanto sul personaggio, quanto su altri elementi trasversali: la legge, la giustizia e la città, New York. Lo schema vecchia/nuova generazione replicato sia nella coppia di detective che in quella degli avvocati è lo scheletro che permette il ricambio dei protagonisti.&lt;br /&gt;Due sono però gli attori simbolo della serie, il recentemente scomparso &lt;a href="http://www.imdb.com/name/nm0001583/"&gt;Jerry Orbach &lt;/a&gt;nei panni del detective pluridivorziato Lenny Briscoe (ora sostituito con l’attore &lt;a href="http://www.imdb.com/name/nm0001199/"&gt;Dennis Farina&lt;/a&gt;/ detective Fontana), e &lt;a href="http://www.imdb.com/name/nm0001832/"&gt;Sam Waterston &lt;/a&gt;(di cui cito il “cospiratorio” &lt;a href="http://www.imdb.com/title/tt0077294/"&gt;Capricorn One&lt;/a&gt;) nel ruolo del vice procuratore distrettuale di origine irlandese Jack McCoy. Pochi i riferimenti alla vita privata, i protagonisti si muovono sulle strade e nei tribunali traducendo nel linguaggio visivo e verbale il codice giuridico americano. Pur essendo “dalla parte della legge” i due personaggi incarnano meglio degli altri comprimari le contraddizioni sistema. Detective e avvocato di esperienza dimostrano spesso una certa elasticità nel condurre il loro lavoro: tra cavilli legali, bugie e sotterfugi più o meno gravi per indurre i sospettati a confessare (o a patteggiare) sono in fondo l’incarnazione del sistema legale americano, con le sue contraddizioni e garanzie. Di fronte alle idee personali (come a d esempio la posizione dei vari personaggi nei confronti della pena di morte) è la legge, il corpus giuridico a dover avere l’ultima parola, anche a scapito della eccezionalità dei casi.&lt;br /&gt;Questo è lo stile, il pregio e il “difetto” della serie; lo spettatore assiste sempre dallo stesso punto di vista, quello della legge, che sia nelle forme del poliziotto o dell’avvocato, mai quello del criminale, della vittima o del testimone: è una visione per forza di cose unilaterale. Se errori giudiziari, condanne o proscioglimenti illegittimi ci sono, non è dato sapere con certezza. Nonostante si parteggi per McCoy non si può fare a meno di chiedersi se le sue conclusioni siano corrette, i suoi stratagemmi etici e il verdetto finale corrisponda alla verità. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32337202-115823650246189246?l=one-more-vision.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://one-more-vision.blogspot.com/2006/09/i-due-volti-della-giustizia.html</link><author>noreply@blogger.com (innuendo)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-32337202.post-115788056059431497</guid><pubDate>Sun, 10 Sep 2006 09:16:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-09-10T11:46:07.770+02:00</atom:updated><title>diavoli griffati vol. 2</title><description>&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/7444/3532/1600/manolo-blahnik_1.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Attenzione: &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;il post contiene diversi particolari del libro&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;È un piacere quando un libro supera le tue aspettative. Osservando il tacco con forcone sulla copertina dell’edizione economica di &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;The Devil Wears Prada&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; (Harper), &lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Il diavolo veste Prada&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; in italiano, credevo di trovarmi di fronte una storia sulla falsariga di I love shopping o qualcosa del tipo: giovane fashion victim non esita ad uccidere pur di ottenere l’ultimo paio di stivali Prada (o Manolo Blahnik, illustre sconosciuto per me che non ho una cultura di &lt;em&gt;Sex &amp;amp; The City&lt;/em&gt;). Grande (e dolceamara) sorpresa è stata trovarmi nel bel mezzo di un incubo lavorativo che, anche se ben confezionato da &lt;em&gt;Versace e co&lt;/em&gt;., non si allontana di molto da quello che qualunque giovane che voglia iniziare a lavorare si trova, o si troverà ad affrontare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il libro di &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.laurenweisberger.com/"&gt;Lauren Weisberger&lt;/a&gt;&lt;/em&gt; racconta gli undici mesi di Andrea (anzi, &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Ahn-dre-ah&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;) come assistente di Miranda Priestly, direttrice della rivista-bibbia della moda &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Runway&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; (&lt;em&gt;scappa!,&lt;/em&gt; un nome una garanzia). Undici mesi di regno del terrore dove ogni impiegato deve vestire alla moda, ha un sacro terrore del proprio capo (stile sindrome di Stoccolma) e dove nessuno sembra voler affrontare la realtà: ovvero che il capo è una sfruttatrice piena di sé e senza alcun diritto di comportarsi in quel modo. Perché il lavoro di Andrea è un lavoro per cui &lt;em&gt;a million girls would die for&lt;/em&gt; (un milione di ragazze morirebbero per averlo), un lavoro che dopo un anno di umiliazioni le spalancherà le porte di ogni luogo lei voglia lavorare grazie ai contatti di cui Miranda dispone. Poco importa se per lavorare come assistente (&lt;em&gt;leggi&lt;/em&gt;: fare un lavoro che non ha niente a che vedere con l’editoria. Sfido chiunque a trovarmi il nesso tra portare i vestiti del capo in lavanderia e la stesura di un articolo) devi smettere di: dormire, mangiare, avere contatti con chiunque al di fuori del tuo cellulare.&lt;br /&gt;Al di là del mondo della moda del cui, al pari della protagonista, me ne importa poco o niente, è naturalmente nella rappresentazione del diavolo Miranda che ci si deve concentrare. Perché&lt;span style="color:#009900;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;Miranda&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;(diversamente dall’Uomo Nero) &lt;span style="color:#009900;"&gt;&lt;strong&gt;esiste&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;. Magari con un nome diverso o con altri accessori (come Barbie), ma esiste. Esiste in ogni contratto sottopagato, in ogni azienda/ ufficio che pretende un laureato in ingegneria nucleare per farsi prenotare un volo, esiste nelle richieste di disponibilità, flessibilità e nelle note di abbigliamento che oltrepassano spesso il senso della misura (dai, che non è molto professionale andare in ufficio in costume da bagno ci arrivano tutti, ma da qui a decidere la misura delle spalline di una canotta…). Niente di nuovo? Purtroppo no. Il problema però non è solo nell’esistenza di Miranda, il problema è che tutti vogliono essere Miranda. Perché la maggior parte di noi, dopo aver “lavorato” in quel modo, spera solo di avere successo per potersi finalmente rivalere sugli altri. Forse, se le giovani fanciulle di Runway per una volta si fossero presentate in massa in scarpe da tennis, si fossero messe in sciopero (una bella &lt;strong&gt;azione collettiva&lt;/strong&gt;!), forse qualcosa sarebbe cambiato. O forse no. Però ci avrebbero provato, perché se questa è la condizione di lavoro, non necessariamente deve essere quella giusta. Ma vallo a spiegare per chi si danna per uno straccio di lavoro (me compresa). &lt;em&gt;Mors tua vita mea…&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Tornando al libro: ho letto la versione originale in una settimana, quindi credo che la lettura in italiano sia ancora più scorrevole. L’impostazione, come molti libri contemporanei, è molto cinematografica. Immersi subito all’interno di una scena di ordinaria follia, il racconto poi diventa fluido e colloquiale (come stare al telefono con un’amica che ci parla male del capo!). I personaggi sono ben delineati anche se spesso diventano stereotipi (l’affascinante scrittore, lo stilista gay), ma credo sia più dovuto all’ambientazione nella casa di moda che non a un errore della scrittrice. Il vecchio detto &lt;em&gt;tutti noi indossiamo una maschera&lt;/em&gt; qui calza a pennello.&lt;br /&gt;Il finale lascia ben sperare: non il classico happy ending (che in un libro del genere sarebbe stato come una T-shirt del supermercato su una gonna Chanel, visto come imparo in fretta!?!?), ma un finale ottimista, perché bisogna continuare a cercare, sperare e soprattutto perché non vale la pena farsi mettere i piedi in testa, anche se fasciati da un paio di griffatissime &lt;a href="http://www.style.com/manolo/home_flash.html"&gt;Manolo Blahnik&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/7444/3532/1600/manolo-blahnik_1.1.jpg"&gt;&lt;img style="CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7444/3532/320/manolo-blahnik_1.1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/7444/3532/1600/manolo-blahnik_1.1.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;PS: chiunque abbia detto che per essere belle bisogna soffrire è un idiota, anzi un sadico idiota&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32337202-115788056059431497?l=one-more-vision.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://one-more-vision.blogspot.com/2006/09/diavoli-griffati-vol-2.html</link><author>noreply@blogger.com (innuendo)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-32337202.post-115780807061201291</guid><pubDate>Sat, 09 Sep 2006 13:08:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-09-09T19:16:33.463+02:00</atom:updated><title>ora d'aria</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Con qualche giorno di ritardo finalmente riesco a parlare di &lt;a href="http://www.fox.com/prisonbreak/"&gt;Prison Break&lt;/a&gt;, un telefilm che insieme ad House MD ha reso più interessanti le recenti serate televisive. Parte degli episodi della prima serie sono già stati trasmessi prima dell’estate e francamente non ho idea di cosa Mediaset voglia e possa trasmettere ora. La seconda serie è iniziata da poco anche negli Usa, quindi staremo tutti a vedere.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Per salvare il fratello (&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Lincoln Burrows&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;), condannato a morte per l’omicidio del vicepresidente degli Stati Uniti, &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;Michael Scofield&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; si fa rinchiudere nella stessa prigione per mettere a punto un dettagliato e complicato piano di evasione. Non solo Michael è a conoscenza di ogni persona all’interno del carcere che possa essere d’aiuto al suo piano, ma come ingegnere ha avuto accesso alle planimetrie dell’edificio, che si è fatto tatuare sul suo corpo, insieme ad ogni singola informazione utile per portare a termine il piano. &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/7444/3532/1600/14224__prison_l.3.jpg"&gt;&lt;img style="CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7444/3532/320/14224__prison_l.3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;La serie è interessante e intrigante per diverse ragioni. Prima di tutto c’è il tema del complotto (aria “fresca” per chi come me ha sempre &lt;span style="font-size:130%;color:#6600cc;"&gt;&lt;strong&gt;X-Files&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; nel cuore): Lincoln Burrows è l’uomo sbagliato nel posto sbagliato al momento sbagliato e qualcuno molto in alto (si scoprirà essere il vicepresidente degli Stati Uniti!) lo vuole morto per portare avanti i propri piani. C’è poi il microcosmo carcerario, con i suoi ruoli, le sue regole e una serie di meccanismi che se da una parte lo rendono l’inferno che è, lo trasformano in una sorta di labirinto dove il protagonista è in grado di muoversi e trarre vantaggio. Con l’eccezione di pochi personaggi, qui sono tutti cattivi, ma entrando nel meccanismo lo spettatore si rende conto, come il giovane Scofield del resto, di dover necessariamente fare affidamento su di loro e confidare nella loro buona sorte. Così nelle puntate in onda in questo periodo, non possiamo fare altro che sperare che Abruzzi (il mafioso che a inizio serie amputa un dito al nostro protagonista) riesca a mantenere i buoni rapporti con la “famiglia”, perché solo così il piano potrà andare avanti. Oppure dobbiamo accettare che T-Bag (in carcere per rapimento, violenza sessuale e omicidio) entri a far parte della squadra…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;Naturalmente la parte del leone spetta al protagonista, Michael Scofield (interpretato da un bravissimo &lt;a href="http://www.imdb.com/name/nm0589505/"&gt;Wentworth Miller&lt;/a&gt;). Fratello esemplare, eroe senza macchia (come spiegherà lo psichiatra in queste puntate, è per lui necessario aiutare gli altri), trova nel suo corpo lo strumento per portare a termine il suo piano. A differenza di Leonard in &lt;a href="http://www.imdb.com/title/tt0209144/"&gt;Memento&lt;/a&gt;, di &lt;em&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Christopher Nolan&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;, costretto a tatuare il suo corpo per aiutare, senza un risultato “veritiero”, la sua memoria corrotta nella ricerca della soluzione del suo enigma, qui il corpo dipinto è il supporto, il primo aiuto alla soluzione del mistero. E non solo, enigmatico come gli occhi del suo proprietario, anche i suoi disegni devono essere interpretati, perché inseriti e mascherati da altri tatuaggi così da rendere ancora più difficile a coloro che non conoscono la verità, l’interpretazione del piano (e del suo ideatore).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sperando che Italia1 non decida una programmazione a singhiozzi, non mi resta che tenere le dita incrociate e sperare nell’evasione del nostro eroe (e nella soluzione del complotto) prima del giorno dell'esecuzione… &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;font-size:85%;color:#663366;"&gt;&lt;strong&gt;The translation of this post is in the 1st comment&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32337202-115780807061201291?l=one-more-vision.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://one-more-vision.blogspot.com/2006/09/ora-daria.html</link><author>noreply@blogger.com (innuendo)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-32337202.post-115757909675854346</guid><pubDate>Wed, 06 Sep 2006 21:35:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-09-06T23:46:26.973+02:00</atom:updated><title>no comment</title><description>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;ancora nulla di nuovo da segnalare...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;"&gt;la lettura di &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;The Devil Wears Prada&lt;/span&gt; procede spedita, credevo di trovarmi in un romanzetto con una tizia che smania per vestirsi griffata invece sembra quasi una fotografia (un po' patinata) di quanto spesso faccia schifo il mondo del lavoro oggi...(anche se sono ancora a metà: può succedere di tutto). Mi rifiuto di vedere qualunque filmato (escluso il trailer) o abbia a che fare con il film, che ancora non so se andrò a vedere, però voglio almeno finire il libro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;"&gt;Ieri avrei voluto registrare Cantando dietro i paraventi, ma Rai3 ha deciso di fare la ritrosa ed è sparito il segnale...per questi due giorni mi consolerò con un po' di Highlander arretrato e le nuove puntate di Prison Break anche se spero in un raggio di sole largo 35 mm...non chiedo una prima tv, ma solo un film decente...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;"&gt;ancora un augurio a chi se ne sta a venezia in coda per la proiezione: vi invidio ma vi voglio bene!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;font-size:80;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;font-size:80;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32337202-115757909675854346?l=one-more-vision.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://one-more-vision.blogspot.com/2006/09/no-comment.html</link><author>noreply@blogger.com (innuendo)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>6</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-32337202.post-115727872773149653</guid><pubDate>Sun, 03 Sep 2006 10:11:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-09-03T15:13:43.763+02:00</atom:updated><title>diavoli griffati</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;Considerata la mia assenza da Venezia, ho deciso di rimediare in qualche modo avvicinandomi ad uno dei film presentati: &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.devilwearspradamovie.com/"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;Il diavolo veste Prada&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;, (&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;The&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Devil wears Prada&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;). Ecco perché ho deciso di recuperare il libro di&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.laurenweisberger.com/"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;Lauren Weisberger&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;, rigorosamente in inglese (a Venezia i film mica sono doppiati!). &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;Buona lettura a me e buona visione (con tanta invidia) agli abitanti del Lido!!!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/7444/3532/1600/devil%20wears%20prada%20POSTER.jpg"&gt;&lt;img style="CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7444/3532/320/devil%20wears%20prada%20POSTER.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32337202-115727872773149653?l=one-more-vision.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://one-more-vision.blogspot.com/2006/09/diavoli-griffati.html</link><author>noreply@blogger.com (innuendo)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-32337202.post-115705649734206190</guid><pubDate>Thu, 31 Aug 2006 20:31:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-08-31T22:46:23.663+02:00</atom:updated><title>fotoscatti</title><description>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/7444/3532/1600/foto%20nella%20foto.1.jpg"&gt;&lt;img style="CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7444/3532/400/foto%20nella%20foto.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;una fotografia che ho scattato l'anno scorso e che amo particolarmente&lt;br /&gt;dedicata a chi vive il cinema&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32337202-115705649734206190?l=one-more-vision.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://one-more-vision.blogspot.com/2006/08/fotoscatti.html</link><author>noreply@blogger.com (innuendo)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-32337202.post-115705461243829640</guid><pubDate>Thu, 31 Aug 2006 19:57:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-08-31T22:43:06.560+02:00</atom:updated><title>amarcord</title><description>&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;Lontana da Venezia (e lontana dalla gossip-tragedia che a quanto pare ha visto protagonista la diva Scarlett Johanson alla ricerca del fermaglio perduto - e che è stata la prima news di quel "tg" che è studio aperto...), mi rendo conto di cosa voglia dire vivere in prima persona un'esperienza del genere.&lt;br /&gt;Ci sono stata per la prima e unica volta l'anno scorso, divi ne ho visti pochi (non sono una che va a caccia di autografi), ho fatto più che altro file interminabili per vedere un film (quante ne ho dette ai giornalisti che entravano bellamente in sala a proiezione già iniziata mentre io me ne stavo in fila a sperare in un posto vuoto)...da gazza ladra che sono mi sono portata a casa tutti i gadget che riuscivo a prendere (mai abbastanza, ma di alcuni vado molto fiera, come il borsone di ciak, l'ultimo!).Infine ho vissuto dieci giorni in compagnia di 10 (s)conosciuti con i quali (inspiegabilemente per il mio carattere, timido e spesso chiuso) dire che mi sono trovata benissimo è veramente dire poco...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma soprattutto ci sono stati i film: l'esperienza di svegliarsi la mattina per consultare il programma e decidere cosa andare a vedere, trovarsi a mezza giornata e "&lt;em&gt;vado il coda per questo titolo&lt;/em&gt;" e rispondersi: "&lt;em&gt;aspettami vengo anch'io&lt;/em&gt;"...&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;&lt;em&gt;ho amato tutti i film che ho visto&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;, anche quelli che mi hanno fatto sbadigliare e mi spiace non averli visto tutti ed essere stata obbligata a scegliere tra questa o quella proiezione...&lt;br /&gt;Mi sono divertita, annoiata, stancata e sono tornata a casa felice di aver finalmente realizzato un piccolo sogno...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ultima proiezione a cui ho assistito, alle 9 di mattina, è stata un horror, &lt;/span&gt;&lt;a href="http://italian.imdb.com/title/tt0435625/"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;The descent&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;. Non amo gli horror e chiunque con un minimo di cultura del genere (che a me manca totalmente) potrà elencarmi tutti i difetti di quel film. Eppure alle 9 di mattina, in pieno giorno, in una sala non particolarmente affollata, per la prima volta mi è scappato un urlo di spavento (credo sia stato nella scena in cui si vede il mostro nello schermo della telecamera) e poi mi sono messa a ridere, con i miei amici, in partenza da Venezia &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32337202-115705461243829640?l=one-more-vision.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://one-more-vision.blogspot.com/2006/08/amarcord.html</link><author>noreply@blogger.com (innuendo)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-32337202.post-115685300732556716</guid><pubDate>Tue, 29 Aug 2006 12:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-09-03T15:14:41.036+02:00</atom:updated><title>ferma un turno</title><description>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/7444/3532/1600/Sempione-001Light.jpg"&gt;&lt;img style="CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7444/3532/320/Sempione-001Light.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;em&gt;per un attimo di relax...&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;al momento nulla da dichiarare su nessun film, soprattutto perché non ho ancora visto niente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;spero di postare al più presto, per ora si sappia che settimana prossima ricominceranno House MD e Prison Break, quindi il videoregistratore lavorerà il doppio!&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32337202-115685300732556716?l=one-more-vision.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://one-more-vision.blogspot.com/2006/08/ferma-un-turno.html</link><author>noreply@blogger.com (innuendo)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-32337202.post-115669219961364889</guid><pubDate>Sun, 27 Aug 2006 15:21:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-09-03T15:15:08.246+02:00</atom:updated><title>no venice no party</title><description>&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;temo sarà difficile per me postare commenti sull'imminente mostra del cinema di Venezia...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;la tristezza per non essere lì quest'anno è troppo grande...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32337202-115669219961364889?l=one-more-vision.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://one-more-vision.blogspot.com/2006/08/no-venice-no-party.html</link><author>noreply@blogger.com (innuendo)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-32337202.post-115659838707845295</guid><pubDate>Sat, 26 Aug 2006 13:14:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-09-09T15:37:46.270+02:00</atom:updated><title>Mr Goodkat e la mossa Kansas City</title><description>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/7444/3532/1600/8.0.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7444/3532/320/8.0.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;avviso ai lettori: il post contiene molti particolari del film, se non lo avete ancora visto leggete a vostro rischio!!!)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Inauguro la riapertura dei cinema della mia città con &lt;span style="color:#3333ff;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Slevin-patto criminale&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt; di &lt;span style="color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;Paul McGuigan&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Cast incredibilmente ricco (Josh Hartnett, per me sconosciuto belloccio ora pienamente valutato, Bruce Willis, Morgan Freeman, Sir Ben Kingsley, Stanley Tucci e Lucy Liu), e dannatamente cool, ottimo ritmo e dialoghi sopra le righe. Un buon thriller, che ricorda nella sua costruzione i &lt;span style="color:#3333ff;"&gt;&lt;a href="http://www.imdb.com/title/tt0114814/"&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;Soliti sospetti&lt;/span&gt; &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;di &lt;span style="color:#990000;"&gt;Bryan Singer&lt;/span&gt; (soprattutto nel finale, quando Stanley Tucci capisce la vera identità del giovane Slevin/cane rabbioso). Questa volta Kayser Soze non è "la favola che i criminali raccontano ai loro figli per farli stare buoni", ma un ragazzo (apparentemente "nel posto sbagliato al momento sbagliatissimo") che ha costruito un intricato piano per vendicarsi degli assassini dei suoi genitori, in compagnia del suo mentore, colui che avrebbe a sua volta dovuto ucciderlo, ma che a quanto pare ha preferito trasformarlo in un perfetto killer.Vendetta, tremenda vendetta!Ma attenzione a non farsi sviare dal paragone con Tarantino. Se la Sposa di Kill Bill percorre il globo per spuntare dalla lista le persone di cui vendicarsi senza un piano preciso se non quello di scovare il bersaglio e affrontarlo, qui la vendetta segue una serie di passaggi incastrati gli uni con l'altro e calcolati alla precisione. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Brillanti i dialoghi e la costruzione dei personaggi. Impagabili i due miti viventi, Ben Kingsley/il rabbino e Morgan Freeman/il boss, che si scontrano in una delle ultime scene regalandoci un confronto attoriale geniale. Grande Bruce Willis/Mr Goodkat che, anche quando viene parruccato e baffettato, nel ruolo del killer perfetto, maestro di inganni e dispensatore di saggezza criminale, è sempre perfetto.Ma soprattutto è il personaggio di Slevin/Josh Hartnett a tenere unito il film, il "cane arrabbiato" che soffre di atarassia e quindi non è capace di preoccuparsi per quello che sembra un colossale errore di persona, ma che in realtà è degno allievo del suo maestro.Il film fa largo uso di split screen, gioca con il tempo e con i primi piani (che nel scioglimento finale si rincorrono e si allargano per mostrarci la verità che ci è stata finora nascosta) e regalano noir che guarda a se stesso e al proprio genere divertito (e divertendo). &lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dimenticavo: la mossa Kansas city consiste nel distrarre l'avversario sulla destra mentre voi attaccate sulla sinistra, potrebbe sempre tornare utile saperlo...&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32337202-115659838707845295?l=one-more-vision.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://one-more-vision.blogspot.com/2006/08/mr-goodkat-e-la-mossa-kansas-city.html</link><author>noreply@blogger.com (innuendo)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>6</thr:total></item></channel></rss>