Desperate House...
Tornavo a casa ieri sera da Milano (ebbene sì sono rientrata di diritto nel fantastico mondo dei pendolari) con un unico pensiero: House! Inteso sia come “finalmente torno a casa”, sia come finalmente mi vedo uno dei migliori telefilm prodotti ultimamente. (se poi contiamo che subito dopo House ci sarebbe stato Prison Break…una pacchia!)
Dunque, ero pronta alle 9 per rilassarmi davanti alla tv…eppure, nonostante fossi contenta di vedere finalmente il mio medico televisivo preferito (in genere non sono contenta di vedere i medici) c’era qualcosa che non quadrava, una strana sensazione di disagio.
Dopo una serie di fumettistici “mumble mumble” ho finalmente capito dove stava il problema: il promo.
Ebbene sì, Italia1, ma la tendenza è generale, è stata toccata dalla rivelazione Auditel che ha fatto scoprire come i telefilm stiano finalmente ritornando in auge con una folta schiera di appassionati telespettatori, una sorta di lenta rivincita sui reality e quant’altro. Everything is illuminated, direbbe Elijah Frodo Woods nell’omonimo film di Liev Schreiber.
Italia1 ha pertanto pensato di mandare in onda un promo della serie sottolineando come “tutta la città ne parli”.
Mi sembra un tantino ipocrita.
Ora, che la televisione viva sugli ascolti non lo si mette in dubbio, nemmeno che possa fare quello che vuole con i palinsesti, ma per me, appassionata di telefilm e cinema (nonché come già detto in questo blog, videoregistratore addicted) questo è poco professionale. Vantarsi di uno show come fosse una propria creazione quando invece è stato solo acquistato e poi sparso per il palinsesto (House doveva andare in onda domenica poi è stato spostato a mercoledì) senza alcuna logica, non è semplicemente corretto. Già nel corso del Telefilm Festival di due anni fa erano molti gli addetti ai lavori a giudicare positivamente la serialità americana e il nascere di riviste dedicate al settore ne è un ulteriore prova.
Eppure questo nuovo “orgoglio paterno” di Italia1 non credo salverà questo genere di prodotti televisivi (ma credo anche i film) dall’essere utilizzati come “tappabuchi strategici” in attesa del nuovo reality o show da combattere sul piano degli ascolti. Anzi, non mancheranno le accuse quando avranno la bella idea di mettere un telefilm, “sangue e violenza” (per così dire) in fascia protetta solo perché la protagonista è un’adolescente (sì, sto parlando di Buffy, senza esserne appassionata la storia della sua programmazione è emblematica)
Pertanto, dopo questo sfogo, armiamoci ancora di pazienza e, cosa ancora più importante, di una scorta di vhs vuote.
Dunque, ero pronta alle 9 per rilassarmi davanti alla tv…eppure, nonostante fossi contenta di vedere finalmente il mio medico televisivo preferito (in genere non sono contenta di vedere i medici) c’era qualcosa che non quadrava, una strana sensazione di disagio.
Dopo una serie di fumettistici “mumble mumble” ho finalmente capito dove stava il problema: il promo.
Ebbene sì, Italia1, ma la tendenza è generale, è stata toccata dalla rivelazione Auditel che ha fatto scoprire come i telefilm stiano finalmente ritornando in auge con una folta schiera di appassionati telespettatori, una sorta di lenta rivincita sui reality e quant’altro. Everything is illuminated, direbbe Elijah Frodo Woods nell’omonimo film di Liev Schreiber.
Italia1 ha pertanto pensato di mandare in onda un promo della serie sottolineando come “tutta la città ne parli”.
Mi sembra un tantino ipocrita.
Ora, che la televisione viva sugli ascolti non lo si mette in dubbio, nemmeno che possa fare quello che vuole con i palinsesti, ma per me, appassionata di telefilm e cinema (nonché come già detto in questo blog, videoregistratore addicted) questo è poco professionale. Vantarsi di uno show come fosse una propria creazione quando invece è stato solo acquistato e poi sparso per il palinsesto (House doveva andare in onda domenica poi è stato spostato a mercoledì) senza alcuna logica, non è semplicemente corretto. Già nel corso del Telefilm Festival di due anni fa erano molti gli addetti ai lavori a giudicare positivamente la serialità americana e il nascere di riviste dedicate al settore ne è un ulteriore prova.
Eppure questo nuovo “orgoglio paterno” di Italia1 non credo salverà questo genere di prodotti televisivi (ma credo anche i film) dall’essere utilizzati come “tappabuchi strategici” in attesa del nuovo reality o show da combattere sul piano degli ascolti. Anzi, non mancheranno le accuse quando avranno la bella idea di mettere un telefilm, “sangue e violenza” (per così dire) in fascia protetta solo perché la protagonista è un’adolescente (sì, sto parlando di Buffy, senza esserne appassionata la storia della sua programmazione è emblematica)
Pertanto, dopo questo sfogo, armiamoci ancora di pazienza e, cosa ancora più importante, di una scorta di vhs vuote.

1 Comments:
Ciao, sto facendo un sondaggio per conto di Emotyblog, una blog community che offre a bloggers e chiunque abbia qualcosa da dire di postare messaggi secondo la più completa libertà di espressione. Non è nemmeno necessario registrarsi.
Stiamo pensando di allargare l'offerta di blog tematici con uno dedicato al cinema e vorremmo sapere se per caso saresti interessata a contribuire (senza alcun impegno temporale)all'iniziativa. Si tratta di pubblicare articoli di cinema, anche già presenti sul tuo blog personale, come e quando vuoi.
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Se la proposta può interessarti contattami al mio indirizzo email
lameduck602002@yahoo.it
Lameduck
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